"Ode alla bicicletta di mio padre"

 

10 luglio 2004

 

Andava con la bicicletta

- e la guidava senza fretta -

 

al biondo verde rosso Carpineto

per curare il suo vigneto.

 

Portava in cuore ciascuna creatura

che in dono gli avea dato Madre Natura.

 

E una volta là, all'uliveto,

o presso il torrente, giù al canneto,

 

si chiedeva: <<Cosa ora farà la mia Luisa?>>

E l'immaginava china

a rammendare biancheria lisa ...

 

Quando giungeva l'ora del ritorno

la gente ch'era fuori al fin del giorno,

lo guardava,

lo salutava

e, poi, tra sè:

<<Ah, chillu Luigi!

Ah, chella bicicletta! ...>>

 

E, sì, ti vien da sospirare

rievocando il tempo in cui al manubrio

- frizzante brio -

vedevi con lui andare

nei ben intrecciati vimini

verdi gialle bianche le primizie

allora per te vere delizie ...

 

Ora la bicicletta

è là, sotto l'androne,

senza più il suo padrone,

nella rustica casetta

piantata sulla roccia

ove, dalla sassifraga tenace, il fiore sboccia.

 

Essa prega e veglia sui ricordi

profondi, rimontanti, come fiordi.

Intanto, presso il tipico grottino,

sempre in attesa del Divin Bambino,

rosseggiando ti saluta il fanalino ...